La mia vita era piuttosto grigia ma senza grandi tensioni, ero responsabile di una catena di negozi di vestiti per ragazzini e guadagnavo abbastanza per permettermi una vita agiata avevo una casa di cui stavo finendo di pagare il mutuo e una macchina di media cilindrata. Conducevo una vita riservata e non uscivo molto spesso, giusto il necessario per mantenere i rapporti con qualche vecchio amico e amica. Si potrebbe dire che ero un bel ragazzo anche se ormai alle soglie dei cinquant’anni con alle spalle un divorzio, non ero più proprio una promessa.
Sembrava che nulla potesse sconvolgere la mia vita quando tutto cominciò a naufragare, un pomeriggio di maggio di qualche anno fa, stavo sostituendo la responsabile di un punto vendita in una via del centro di una grande città quando entrò una delle tante ragazzine viziate in cerca di vestitini e accessori, avrà avuto circa 19 anni, capelli lisci e lunghi, pelle chiara e un fare allegro e seduttivo, quasi scanzonato; aveva provato e riprovato ogni cosa e sembrava non decidersi, il tavolo del negozio davanti ai camerini era coperto da una montagna di vestiti alla rinfusa ed io ero provato dopo quasi un ora di lavoro dietro questa ragazzina capricciosa. Ero diventato un automa, correvo da tutte le parti a cercare taglie e colori, a consultare il magazzino per vedere disponibilità e tempi dei riordini, ero abituato a lavorare e fare bene il mio lavoro ma ora era diverso perché lo stavo facendo agli ordini di una ragazzina che aveva meno della metà dei miei anni. Ad un certo punto, mentre stavo ripiegando alcune magliette, incrociai il suo sguardo mentre usciva per l’ennesima volta dal camerino indossando una camicietta e degli short che non lasciavano nulla all’immaginazione, era scalza con dei piedi bellissimi, lunghi e affusolati, che non riuscii a non guardare, poi alzai lo sguardo e la ammirai in tutta la sua bellezza, mi sentii inadeguato e l’istinto mi disse che dovevo togliermi da quella situazione ma lei fece un passo verso di me arrivandomi troppo vicino, potevo sentire il suo profumo ed il calore della sua pelle, lei mi scrutava con aria interrogativa come se stesse cercando di capire che mossa fare ma più i secondi passavano più la situazione diventava esplicita.
Non sapevo più cosa dire, abbassai lo sguardo, quando, lei disse con una voce da bambina che non sapeva decidersi tra almeno tre diversi articoli, Forse per togliermi di impiccio, non so perché le proposi di prenderli tutti e di scegliere con comodo che avrebbe potuto poi passare il giorno dopo a restituire i capi che non le interessavano. Sarei rimasto a presidiare il negozio per alcuni giorni per cui le dissi che sarebbe dovuta tornare prima che la responsabile rientrasse. Tra me e me ripetevo che tutto sommato non era certo il valore di quegli straccetti a mettere in difficoltà le mie finanze.
Sam, come si chiamava la ragazza, mi fece un sorriso bellissimo e luminoso, gli occhi le brillavano come smeraldi mi ringraziò e mi disse che ero proprio gentile a consentirle di provare i vestiti senza doverli acquistare e che certamente sarebbe tornata l’indomani per vedere altra roba. Per la verità io le avevo offerto di provare quei tre vestiti non che poteva prendere in prestito quello che voleva dal negozio ma ormai era tardi e non trovai le parole per reagire mentre Lei si allontanava rapidamente verso l’uscita.
Non riuscivo a staccare lo sguardo dai suoi pantaloncini quando giunta sul marciapiede si voltò e mi lanciò uno sguardo complice che in un attimo mi fece realizzare l’assurdità della situazione, stavo guardando quella ragazzina come un vecchio bavoso mentre le parole della madre di una giovane cliente che mi richiamava al mio lavoro sembrava pervenissero da un’altra dimensione. Quando Sam scomparve alla mia vista realizzai che la cliente che avevo di fronte ed aveva osservato tutta la scena mi scrutava con evidente disprezzo, appoggiò la merce sul banco e disse alla figlia che non voleva più stare in questo negozio convincendola ad uscire, io la guardai andarsene senza proferire parola, ormai del tutto indifferente a ciò che succedeva, ero rimasto solo ed un senso di vuoto e paura si impossesso di me, una piccola crepa si era aperta nella mia vita tranquilla e le mie sicurezze cominciavano a vacillare, da quel momento non smisi di aspettare che Sam ritornasse.


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