Giorgio il cornuto di Elisa CAPITOLO TERZO. Arrivammo a Livorno, un pranzo veloce in città, poi verso il porto per l'imbarco e, la sistemazione nella cabina. Dopo una bella doccia mia moglie andò al bar per un aperitivo io, la raggiunsi dopo 15minuti circa. La trovo al banco bar che conversava amabilmente con un signore 45enne. Mi presentò. ''Mio marito Giorgio. Questo signore è Uber, ci siamo conosciuti adesso.'' ---''Piacere...'', disse lui e aggiunse, ''ho visto la signora da sola e, ho pensato di offrirle l'aperitivo, spero non le dispiaccia?'' ---''No!'' Risposi io, ''si figuri, piacere di conoscerla.'' Uber offrì da bere anche a me, conversammo assieme per diverso tempo. Notai che era più che altro interessato più che altro a mia moglie. Più tardi capì che avevo ragione. Al momento di metterci a tavola lei mi disse. ''Caro, visto che Uber è da solo, facciamolo venire al tavolo con noi.'' Risposi. '' Ma certo, con piacere.'' Non potevo immaginare cosa stava per succedere. Ci sedemmo a tavola, una buona cena in allegria, Uber era un uomo molto attraente, questo non sfuggì a mia moglie. Finita la cena ci siamo trasferiti nel salone delle feste. Bella gente e buona musica. Uber mi chiese se poteva ballare con Elisa, fui d'accordo. La portò in mezzo alla pista, io rimasi seduto e li osservavo. Si stringevano,  lui le parlava in un orecchio, ogni tanto le sfiorava il collo con le labbra. Rivedevo la scena della sera prima con Mario. Ricominciai ad eccitarmi. Quell'uomo piaceva a mia moglie e, forse aveva voglia di farsi scopare da lui. Possibile che dopo aver passato la prima notte con Mario, voglia passare questa con Uber?  Scacciai quei pensieri e, dissi tra me.''No! Non deve succedere. Questa notte sarà mia, solo mia, non voglio dividerla con nessuno.'' Finì la serata, non successe niente. Uber ci salutò affetuosamente, strinse la mano a me e, baciò lei sfiorandoci le labbra. Ci ritirammo nella nostra cabina e ci preparammo per la notte. Mia moglie uscì dal bagno, era bellissima, con una sottoveste trasparente, senza niente sotto. Mi preparai anchio, ero eccitattissimo. Il grande evento stava per arrivare. Ma la sorpresa che mi avrebbe segnato per sempre era in agguato. Mi stesi vicino a lei, l'abbraciai, la baciai su tutto il corpo, dal collo ai capezzoli, fino alla figa che leccai avidamente, lei contraccambiava succhiandomi divinamente. Il grande momento stava per arrivare, puntai il mio cazzo durissimo contro la figa arrivando a contatto, di colpo la sorpresa. Il mio cazzo  fino a quel momento durissimo , al contatto della figa improvvisamente si sgonfiò, che mi stava succedendo? No! Non poteva finire così. Il momento tanto atteso era arrivato, non poteva sfuggire in quel modo. Eppure andò proprio così, anche lei fu sprpresa. '' Che ti succede? Non mi desideri più?'' --- '' Non capisco...'', risposi, ''ti prego riproviamo.'' Lei era quasi furente ma disse.''Ok! Va bene, riproviamo. Ricomminciammo i preliminari. Io ero molto preocupato ma, dopo un suo sapiente lavoro di bocca, il mio cazzo riprese vigore, tornò durissimo, lo puntai nuovamente contro la sua figa, al momento del contatto, nuovamente si afflosciò. Era terribile, non sapevo cosa dire a quel punto. Mia moglie esplose letteralmente, con una forte spinta mi buttò giù dal letto dicendo. '' Ma che cazzo sei diventato impotente? Questa sera non può finire così, io voglio essere scopata di brutto e, tu con quel cazzo moscio, non credo riesca ha farlo.''. Ascoltai in silenzio quelle parole pensando a ciò che mi stava sfuggendo, mi misi a piangere. Lei rincarò la dose. ''Sai cosa sei tu, cosa ti piace essere? Un cornuto, Lo ripeto, un grande cornuto e, per fartelo rizzare voi vedermi scopare con altri.''A quelle parole il mio cazzo riprese vigore, lei si accorse e aggiunse, '' Vedi! Ho ragione...'' Risposi. ''Cara, ti prego, riproviamo.'' ---'' No! No!...'', urlò lei. Mi sollevò da terra incazzatissima, prese a schiaffegiarmi molto forte dicendo. '' A me serve un cazzo vero.'' Il mio era tornato duro, mi ci sputò sopra dicendo. '' Il tuo ormai mi fa schifo...'' Prese ha colpirlo con la cinghia dei pantaloni fino ha farmi male, voleva sgonfiarlo, non ci fu niente da fare, non si abbassava. Sempre più furiosa mi urlò. '' Merdoso cornuto che sei e, che sempre sarai, vai da Uber. Dille di venire qua. Dille che tua moglie vuole essere scopata e, che tu non sei in grado di farlo...'', cercai ancora di rispondere, prima ancora che aprissi bocca, altri ceffoni forti mi arrivarono in pieno viso. '' Vai cornuto, vai, chiama Uber.'' Amici stiamo entrando nel vivo della mia storia, non perdete la quarta puntata.     Giorgio.


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