CAPITOLO SECONDO. Giorgio il cornuto di Elisa. Mario ci fece accomodare in salone, ci offrì da bere, mise della musica e, noncurante della mia presenza chiese a mia moglie di ballare. Io mi accomodai sul divano e li osservavo. Ballavano un lentoabbraciati stretti. Io li guardavo eccitato, tanto che presi fuori il cazzo dai pantaloni e iniziai a segarmi, a quella vista loro si sentirono autorizzati a spingersi oltre. Mi chiesi tra me, se non avessi fatto quel gesto, si sarebbero fermati al ballo? Forse no! Mario slacciò la cerniera del vestito di mia moglie che scivolò per terra, rimanendo solo in regiseno, le mutandine le aveva già perse in macchina, io le avevo ancora in tasca. Anche Mario si liberò dei suoi indumenti, mettendo in mostra un cazzo ben oltre i 20cm, il mio al suo confronte sembrava un giocattolo che, però in quel momento mi esplodevatra le mani, ero già venuto una prima volta. A quella vista la mia Elisa si inginocchò a baciarlo, leccandolo a lungo. Mario la pres per mano e la giudò in camera da letto.   Io rimasi qualche minuto sul divano ha pensare a quella situazione, con un moto di stizza. Quella era la mia prima notte di nozze, stava però giocando con Mario. Volevo ribbelarmi ma, la mia eccitazione me lo impediva. Così li raggiunsi in camera, lei era distesa sul letto, Mario la leccava dappertutto, dai seni al ventre, dalla figa al culo. Poi fu lei ha fare lo sesso servizio a lui e, infine diedero vita a un osceno 69 con lei sopra. Stava per arrivare il momento fatale, Mario era pronto per scoparla. Lei stava per dare la sua verginità, ma non a me come aveva sempre promesso. Il grosso uccello di Mario puntò dritto alla sua vagina. Era fatta. Il momento che avevo sempre sognato , lo stava cogliendo lui.  Io in piedi col cazzo in mano pensavo alla mia situazione così umiliante, ma mi piceva. Mario spinse lentamente, con due o tre colpi le fu dentro. Improvvisamente lei lo fermò, tirò fuori dal suo ventre il grosso cazzo e mi chiamò.''Vieni,'' mi disse,''avvicinati e bacia il cazzo che a sverginato tua moglie.'' Non avevo mai fatto una cosa del genere, mi rifiutai. lei con fare deciso, quasi incazzata, mi convinse ha farlo con due pesanti ceffoni.  '' Stupido cornuto,'' mi disse, '' bacia questo cazzo.'' Mi avvicinai e cominciai ha leccare quel cazzo, leggermente macchiato di sangue, non aveva un brutto sapore, quasi mi piaceva. Mia moglie si accorse, con un calcio mi buttò giù dalletto dicendo. ''Mollalo. Questo non è un cazzo per il tuo culo da finocchio, ma per la mia figa affamata.'' Cominciarono una lunga serie di scopate, lui la prese in tutti i modi per circa due ore. Io mi sono segato diverse volte. Seguì una pausa, pensavo che la notte fosse finita. Invece no! Prima si fece ladoccia mia moglie, poi Mario. Quei minuti che lei era sola sul letto pensai di poterla finalmente scopare, mi sbagliai. Mi stavo avvicinado a lei, in quel momento Mario uscì dalla doccia. ''Che voi fare tu cornuto, avrai tutto il tempo che voi per stare con tua moglie, questa sera è solo per me'', con una spinta lui e un calcio mia moglie mi buttarono giù dal letto. Ricominciarono ha giocare, a baciarsi, accarezzarsi per parecchio tempo. Poi Mario la fece mettere a pecorina, le aveva chiesto il culo e, lei non glielò negò. Per me non restava niente, neppure il culo, Mario si prese anche quello. Mario disse, ''questo culo è ancora intatto, ha bisogno di essere preparato, facciamolo lubrificare dal cornuto.'' --- ''Si'', rispose lei. '' vieni caro, leccami bene a modo il buccheto che sto per dare a Mario.'' Ero esitante, dovevo subire anche questa umiliazione. I miei pensieri furono bruscamente interroti da mia moglie che, con altri due schiaffi mi convinse ha farlo. Comincia un lento lavoro di lingua sul suo bel culo, poi Mario mi chiese di infilarle prima un dito, poi due, poi tre, per faciltare l'opera di preparazione. Dopo circa 15minuti Mario disse. ''Basta così, levati dalle palle cogline, ora ci penso io.'' Mi spinse giù dal letto e io tornai nel mio angolo a segarmi. La penetrò con decisione, la sfondò. Lei urlava dal piacere. Io mi segai altre due volte. Durò quasi un ora quell'inculata, lei era in preda a degli orgasmi devastanti. Si addormentarono abbraciati. Mi addormentai anchio ai piedi del letto col cazzo in mano ancora duro. La mattina dopo una buona colazione ci salutammo. Sulla porta Mario si fece succhiare ancora una volta da mia moglie. Mario ci ringraziò, rivolto a me disse. ''Sei fortunato ad avere una moglie così, ti divertirai con lei.'' Non è andata proprio così. Tanti baci e abbraci a mia moglie, con la promessa di rivederci presto. Mario è stato poi il suo amante saltuario per anni. Andammo verso Livorno, ero pensieroso. Per qualche km non dissi una parola, poi mi decisi ha parlare. ''Perché hai fatto questo?'' Chiesi a mia moglie. lei mi guardò quasi sorpresa e rispose.'' Perché me lo chiedi? Mi è sembrato che non ti sia dispiaiuto tanto, anzi, al contrario. A giudicare da quante seghe ti sei fatto , ho l'impressione che le corna ti siano proprio piaciute.'' Risposi. ''Si, mi è piaciuto molto, ma vedi cara, il mio dispiacere non è perché Mario ti a scopata a suo piacimento, ma perch° hai donato a lui la tua verginità che io aspettavo da anni. Quella avresti dovuto tenerla per me.'' --- ''Vedi Giorgio...'' rispose lei, '' E stata una cosa fulminante, come ho visto Mario e, lui ha visto me, siamo rimasti folgorati. Subito ci siamo desiderati, appena il gioco è cominciato e, tu non ti sei opposto era inevitabile che ci finissi a letto e, tu caro col tuo cazzo duro che ti segavi, praticamente mi hai dato il permesso di farlo.'' Capisco risposi. '' Ma il tuo fiore potevi farlo raccogliere prima a tuo marito, mi spettava.'' Rispose lei. ''Una volta che lui mi ha messo nuda, il suo cazzo che mi spingeva sul ventre e, vedere te che ti segavi, era impossibile che le cose andassero diversamente...'' , e concluse, '' Non ho pensato per niente a quello, po non potevo certo dire a Mario, aspetta, prima mi faccio sverginare da Giorgio, poi scopo con te...'', e aggiunse, ''capisco la tua umiliazione, abbiamo comunque tanto tempo davanti, ti rifarai.'' Non ne parlammo più. Continuammo il viaggio verso Livorno con la testa piena di pensieri. Pensavo alla mia umiliazione e, il mio cazzo duro mi tormentava. Dentro di me ero contento di essere un cornuto e, da questa situazione non ne uscirò mai più. Quel pensero mi eccitava talmente forte che non resistetti.  Fermai la macchina in un parcheggio e, presi fuori il cazzo dai pantaloni, con grande sorpresa di mia moglie che disse. '' Che fai, ma si impazzito?'' Risposi. ''Si cara, impazzisco al pensiero di ciò che hai fatto, prendimelo in bocca. Lei rispose. '' No! non lo faccio ma, ti stringo i coglioni mentre ti fai un'altra sega.'' Io. ''In bocca ti prego. Lei. '' Fatti la sega, se te lo prendo in bocca non posso chiamarti per nome, cioè cornuto.'' A quella parola la mia mano accelerò sul cazzo, lei mi si avvicinò parlandomi in un orecchio. ''Forza cornuto godi, e questo che voi, essere un cornuto? Ti accontentrò . Ti metterò le corna tutte le volte che ne avrò l'occasione.'' La storia continua, vi aspetto al prossimo capitolo.   Giorgio.  


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