Giorgio il cornuto di Elisa CAPITOLO SESTO. I due misero mia moglie nuda in mezzo a loro ed estrassero due super cazzi che, lei prese per mano invitandomi a baciarli. ''Dai cornuto, vieni a rendere omaggio a queste due mazze che mi sfonderanno.'' Lo feci senza protestare, sapevo quanto erano pesanti i suoi schiaffi ma, ma sopreatutto ricordavo quello molto più pesante di Uber. Baciai così quei meravigliosi uccelli , ringraziandoli per il piacere che davano a me guardando e sopratutto a lei mentre la scopavano. Poi mia moglie mi staccò. '' Basta così se no ci prendi gusto.'' Mi spinse a terra. A quel punto parlò Roberto rivolto a me.'' Guarda Giorgio la figa di tua moglie, quantè bella piena di pelo.''  ---'' Fortunati voi che ve la godete...'' risposi, Intervenne Uber. '' Si, noi possiamo godercela, a te è proibito perché sei impotente, giocavano ad umiliarmi.  Intervenne nuovamente Roberto. '' Sentite, io penso che questo fiore sarebbe ancora più bello se fosse pulito, senza neanche un pelo, parlava mentre le accarezzava la figa, ''sarebbe liscia come un albicocca, per la gioia dei nostri cazzi.'' Uber rispose. ''Magnifico...'', e rivolto a mia moglie le chiese,'' sei d'accordo?''' --- '' E un idea magnifica.'' Fu la sua risposta. Mi sentì ferito, balzai in piedi urlando. ''No! adesso basta. Non potete, state esagerando.'' Mi bloccarono, Uber da una parte, Roberto dall'altra. Mia moglie mi si scagliò addosso, prese a picchiarmi. ''Come osi ribbelarti merdoso, hai accetatto il gioco dall'inizio, ora non puoi tornare indietro, che ti piaccia o no, mi farò fare quello che voglio.'' Mi tenevano fermo a subire questo duro maltrattamento. Più ero umiliato, più il mio cazzo si induriva, lei guardandolo con disprezzo, ci sputò sopra. '' Il tuo misero cazzo mi fa schifo, è il cazzo di un cornuto finocchio che non è stato in gardo di scoparmi. Adesso vorresti darmi degli ordini, ti faccio passare la voglia.'' Prese una scarpada da terra, cominciò ha colpirmi molto forte finchè non urlai.'' Basta per favore, mi fai male, fai quello che voi, così si calmò, e Roberto disse.'' Va bene, procediamo.'' Lo stesso Roberto telefonò al parrucchiere della nave, chiedendole di raggiungerlo con le attrezzature da barba. Giunse dopo pochi minuti  con le sue cose. Il parrucchiere era un gay attivo. Fecero stendere mia moglie sul letto e cominciò l'operazione di rasatura, prima con le forbici per la peluria puù lunga, poi l'insaponò bene e, con molta attenzione finì l'opera con la lametta. La figa di mia moglie così rasata apparve in tutta la sua bellezza. Io a quella vista ebbi un orgasmo senza toccarmi. Uber, Roberto e mia moglie vedendomi scoppiarono a ridere e, ancora mi insultarono, lei tornò ha sputarmi sul cazzo dicendo che facevo schifo. Roberto che tra i due uomini era il più crudele, ebbe su di me un idea pazzesca. '' Sentite, visto che ha goduto tanto nel vedere sua moglie farsi rasare, pensavo di fare lo stesso servizio al cornuto...'' --- ''No! vi prego, questo no.'' Dissi disperato, mia moglie rispose decisa.'' Invece si! non puoi rifiutare, se lo farai prendo la cinghia e ti darò tante frustate che non potrai sederti per una settimana, scegli tu.'' Mi arresi,li lasciai fare. Mi distesero nudo sul letto e, il parrucchiere cominciò il suo lavoro. Roberto diede ordine di pulirmi in tutte le parti del corpo. dalle ascelle al petto, dalla pancia fino a tutte le gambe, il mio corpo era diventato liscio come quello di una donna. Poi mi rasò delicatamente le parti intime, loro guardavano divertiti dicendo che sembravo una troietta. Per finire era rimasta solo la parte dietro, mi fecero girare col culo in su, mi insaponò per bene e finì il lavoro. Pensavo avessero finito. Invece no. Uber e Roberto mi tenevano bloccato per le spalle. Sentì un dito stuzzicarmi l'ano, era mia moglie che mi lavorava, prima con uno poi con due, infine con tre dita. Con la coda dell'occhio vidi il parrucchiere con il cazzo in mano, mi resi conto che mia moglie mi stava preparando per farmi incullare. Mi misi a piangere in silenzio, la mia umiliazione era totale, non mi ribbellai, non volevo essere più maltrattato. Pian piano sentì scivolare dentro di me il potente cazzo del parrucchiere, sotto gli occhi divertiti di loro tre. Fu roberto a dirigere quella operazione, dicendo a mia moglie.''Guarda tuo marito che si fa dare nel culo...'', e Uber aggiunse, ''adesso non è solo cornuto, è anche rotto in culo.'' Rispose mia moglie. ''Avete ragione, non ho sposato un uomo, ho sposato una schiffezza, un finocchio che sarà cornuto a vita.'' Mi avevano completamente annientato, mi sentivo una nullità, però mi piaceva e, continuavo a masturbarmi mentre il parrucchiere spingeva forte dentro di me, poco dopo si svuotò le palle dentro il mio culo. Venne pagato da Roberto e se ne andò. Andai in bagno a rinfrescarmi il culo, mi bruciava parecchio, quando uscì loro avevano già cominciato a fare festa con mia moglie. ''Tu finocchio mettiti in un angolo e non rompere i coglioni, segati ma non ti avvicinare, se non quando ti chiamiamo noi.'' Obbedì in silenzio, questa era la mia terza notte da cornuto, ora anche rotto in culo. La storia continua, non perdetevi la settima puntata.


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