Cornuto e stordito (I) Eravamo andati a una festa, la mia Laura aveva ballato tutta la sera e ora aveva un gran sonno in macchina, mentre tornavamo alle 4 di mattina. Avevamo passato la serata nella villa del ragazzo di una sua amica, e io avevo trascorso gran parte del tempo con alcuni amici a bere e scherzare. Ero un po' nervoso perchè tra i presenti c'era un ragazzo, Giulio, che aveva avuto una breve relazione con Laura, e sapevo che lui provava ancora un forte interesse... cercavo di tranquillizzarmi comunque, perchè lei mi aveva ripetutamente rassicurato dicendomi che di lui non le interessava più nulla, che nemmeno le piaceva più fisicamente, oltre al fatto che la festa era affolata e non avrebbero avuto troppe occasioni per stare da soli. Quella notte Laura era stata soprattutto con un'amica, con cui aveva parlato e ballato, attirando col suo bel culetto l'attenzione presenti. Solo un paio di volte l'avevo vista scambiare due parole con Giulio, ridere di qualche battuta e scambiarsi qualche fugace gesto affettuoso. Il giorno dopo la chiamai un paio di volte, ma non ci fu nessuna risposta... al pomeriggio non avevo niente da fare, così decisi di andarla a trovare a casa per un saluto. Quando arrivai vidi che c'era anche l'auto di Giulio, il che mi fece infastidire non poco... non avevo idea che dovessero trovarsi oggi, la cosa non mi piaceva, in più lei non rispondeva nemmeno al telefono! Non sapevo che fare, potevano uscire da un momento all'altro, e non volevo farmi trovare lì come un allocco. Decisi di parcheggiare la macchina in una zona non visibile dall'uscita di casa e avvicinarmi a piedi, cercando di evitare di farmi vedere... Arrivai vicino alle finestre del soggiorno, ma non riuscii a scorgere nessuno. Mi fermai un secondo non sapendo cosa fare, quando intravidi Laura uscire dal bagno con un'asciugamano avvolto intorno al corpo. Stava parlando, probabilmente l'interlocutore era in un'altra stanza. Decisi di fare il giro della casa, per arrivare alla finestra della camera da letto... quando fui là mi si presentò una scena orribile: Laura era appoggiata sulla scrivania con le gambe divaricate e Giulio le stava già leccando la figa. La troia... e io che avevo creduto ai suoi discorsi! Laura gli teneva la testa pressata tra le gambe e lo incitava: "si... lecca così... mmm, si, come mi fai godere..." Lui continuava a leccare, salendo anche sulla pancia, le tette... fino a scambiarsi un bacio appassionato. Lei gli accarezzava il pacco rigonfio attraverso i pantaloni già sbottonati, gli mise la mano dentro le mutande e cominciò a menerglielo. "come ce l'hai duro, me lo vuoi mettere dentro ancora, vero?" "oh si, non vedo l'ora!" ammise lui, eccitatissimo. Non sapevo che fare, ero geloso e incazzato, nonostante il cazzo mi si stesse indurendo a forza di guardare la mano della mia ragazza muoversi su e giù nelle mutande di un altro. Avrei voluto fermarli, ma indugiai pensando a come fare, e che spiegazioni dare per essermi d'un tratto trovato a spiare attraverso la finestra della casa. Ormai era tardi: Laura gli aveva già abbassado i pantaloni e, continuando a segarlo, lo trascino verso di sè per posizionare quel cazzo turgido nella sua figa già bagnata. Comiciarono a scopare, sul volto della mia ragazza c'era un'espressione d'estasi mentre il porco la stantuffava con vigore tenendola per le chiappe e sollevandola ad ogni colpo. Ero impietrito, sentii una morsa allo stomaco, le gambe volevano cedere. Me ne andai, convinto che in una situazione di maggior lucidità avrei saputo decidere come comportarmi. Un paio di ore dopo mi arrivò un sms, era di Laura: "scusa se non ho risposto prima, ero fuori con un'amica e il telefono era silenzioso, non mi sono accorta delle chiamate... ci vediamo dopo? bacio" Bugiarda... decisi di far finta di niente, e accettare di vederci la sera. Ci trovammo a casa mia, Laura arrivò tutta sorridente e profumata. Io, com'era prevedibile, non avevo lo stesso umore solare, e me ne stavo un po' imbronciato e un po' assente. Non era difficile intuire che qualcosa non andava, così fu lei a tirare fuori l'argomento: "che c'è amore? ti vedo un po' strano stasera... è successo qualcosa che non va?" "cos'hai fatto oggi? lo so che non eri fuori con la tua amica..." borbottai. "e come lo sai?" disse lei sulla difensiva. Non sapevo bene cosa dire, non mi andava di raccontarle di aver fatto lo spione, così optai per una mezza verità... "ero passato a trovarti e ho visto che c'era la tua macchina fuori, e non solo la tua! cosa ci faceva lui là?!" "ma niente, dopo che sono tornata Giulio è passato a salutarmi. Abbiamo fatto due chiacchiere, niente di che! cosa ti aspettavi, gelosone?" "magari avete fatto anche qualcos'altro..." incalzai. Le mi guardò con un mezzo sorriso, dicendo: "perchè, ti piacerebbe?" Esitai. Ma che discorso era questo? ero incazzato perchè l'avevo vista scopare con un altro, non vedevo l'ora di cantargliene quattro, eppure mi sentivo di nuovo il pisello che si induriva. Lei colse l'occasione di incertezza, per continuare in tono scherzoso: "perchè non rispondi? non è che davvero ti eccita pensare che stessi facendo qualcosa con Giulio?" Si accorse del pacco gonfio e si avvicinò a me appoggiandomi la mano sul cazzo. La sua bocca mi sfiorò l'orecchio e mi sussurò: "mmm... ma come sei eccitato... chissà cosa ti sei immaginato, vero porcellino?" mi toccò l'orecchio con le labbra e diede una veloce leccata. Mi stavo arrapando sempre di più, ma non avevo nessuna intenzione di lasciarmi andare... non dopo quello a cui avevo assistito!   Nel frattempo Laura, che forse aveva intuito la situazione, continuava a massaggiarmi l'uccello attraverso il tessuto dei pantaloni, ben conscia dell'effetto che mi stava facendo. "a cosa pensavi, maialino? pensavi che ti avessi tradito?" Mi sbottonò, tirò fuori il cazzo pulsante, e comiciò a masturbarmi lentamente. Ero sempre più rincoglionito, in balìa della sua mano. " Come siamo arrapati... E se ti dicessi che avevi ragione? ti piacerebbe sapere che me lo sono scopato?" "si..." mi uscì dalla bocca, con un filo di voce. "bene, che bravo il mio maialino... tutto duro a pensare che la sua ragazza lo tradisce... me lo sono scopato, si, due volte... oggi ero proprio vogliosa, avevo proprio bisogno di un bel cazzone nella mia figa stretta... è stato bellissimo." Di tanto in tanto mi leccava il collo, le guance, e riprendeva a sussurrare all'orecchio: "mmm... ti piace, eh? senti che bella sega che ti faccio... non vedi l'ora di venire, vero? povero porcellino... Anche Giulio era arrapatissimo mentre lo coccolavo... ma poi si è svuotato le palle, l'ho spremuto per bene..." Non stavo capendo più niente, sentirla parlare così mi faceva eccitare ancora di più. Mi accasciai sul divano dove mi seguì anche lei. Non smetteva di massaggiarmi l'uccello e ora scendeva a giocherellare anche coi miei testicoli gonfi, che sembravano sul punto di esplodere. Ormai era in pieno controllo, lo sapeva, e faceva di tutto per rendermi sempre più inerme. Cominciò a leccarmi in faccia, a inondarmi di saliva, a bagnarsi la mano con cui tornava subito a tormentarmi. "si... senti come sei eccitato, eh porco? vuoi venire? godi mentre mi immagini strizzare il cazzone di Giulio? anche lui non vedeva l'ora di sborrare... oh si, mi ha riempita bene... dai, vieni anche tu, sborrati addosso, maiale... " Ad un tratto mi ritirò su le mutande, continuando a menarmelo attraverso il tessuto...venni poco dopo, imbrattando i vestiti di sperma. Laura si alzò con un sorriso malizioso, non disse una parola, e se ne andò lasciandomi sfatto sul divano. Mi sentivo stordito e umiliato, non avevo idea di come mi sarei dovuto comportare in futuro.  
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